Eva female art by Bruna X Arte Moderna Italiana
 
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arte moderna italiana Bruna X Eva
 
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eva

The Eva series has always been at the forefront of the collection. The artist saw Eva as symbolising all human life and as it is her children who have, through their destructive behaviour and immorality, caused their own downfall it is she who must be tormented on their behalf. Only through her physical and emotional suffering can humanity be freed from its fate before re-emerging from beneath the seas to proclaim, together with its saviour, a new era of enlightenment. Such was the artist’s vision. It is a vision that has lead to a series of largely anatomical self-portraits that many people consider her finest work. Exhibited at Lo Scorpione Galleria D’Art Moderna in Milan in the autumn of 1976, they became immediately controversial.

The artist clearly felt she was being misunderstood, and it is difficult not to sympathise with her. After all, the Eva images were not created to satisfy some sado-masochistic fantasy, nor were they meant as a simple homage to the curvaceous beauty of the naked female form. They were, and remain, works of extreme grace. The artist applies her special understanding of stylish characterisation to manipulate light colours and subtle tones into wondrous, apocalyptic landscapes. This in turn enables us to view Eva not as an erotic figure, but as one who has clearly taken on the religious context of suffering and spiritual redemption.

Of the Eva portraits, the critic Ignazio Mormino was moved to write:

'One cannot neglect the sheer beauty of these paintings. They almost force us to consider the real and distinquished origins of this very fine artist' (1)

  1. Cronache D’Arte Vol XXV November 1976

eva
La serie di Eva è sempre stata in prima linea nella collezione. L’artista percepisce Eva come il simbolo di tutta l’umanita’, e sono i suoi figli che, attraverso il loro comportamento distruttivo ed immorale, hanno causato la propria rovina ma è lei che dovra’ soffrire per loro. Solo attraverso la sofferenza fisica e mentale l’umanitá potra’ liberarsi dal proprio fato, prima di riemergere dalle acque dei mari per proclamare, assieme al suo salvatore, una nuova era di illuminazione. Questa era la visione dell’artista.

Una visione che la spinse a fare una serie di autoritratti anatomici,  considerati da molti come tra le sue migliori creazioni. Esposti nella Galleria D’Arte Moderna Lo Scorpione a Milano, nell’autuno del 1976, diventarono immediatamente opere dibattute. La mostra venne inizialmente concepita con l’idea di  fare stabilire l’artista come una principale esponente  dell’ interpretazione iconografica religiosa.

L’artista  si sentí fraintesa ed è difficile non dargli ragione. Dopo tutto, le immagini di Eva non erano state create per soddisfare fantasie sado-masochiste, nè come semplice omaggio alla bellezza delle curve nude del corpo femminile. Erano e rimangono, opere di estrema grazia. L’artista applicando la sua speciale conoscenza dello stile di caratterizzazione nel maneggiare colori leggeri e toni sottili espressi in paesaggi meravigliosi e apocalittici,  ci permette di percepire Eva non come una immagine erotica, ma come un essere che rappresenta il contesto religioso della sofferenza e della redenzione spirituale.

Dei ritratti di Eva, il critico Ignazio Mormino fú cosí toccato da scrivere:

“Non si può trascurare la bellezza pura di questi quadri. Ci costringono quasi a considerare le vere e distinte origini di quest’ artista cosí elegante" (1)

  1. Cronache D’Arte Vol XXV November 1976